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D. 02/12/2005 n. 151

- istruzioni per la progettazione l'esecuzione e il collaudo». Tutta la nuova illuminazione pubblica stradale, in vicinanza della linea ferroviaria, dovrà essere schermata lato ferrovia ed inoltre dovranno essere posti in opera degli adeguati accorgimenti per impedire che i fari degli automezzi possano essere di disturbo alla circolazione ferroviaria. A norma dell'art. 15 della legge n. 210 del 17 maggio 1985, si prescrive il diniego alla sottrazione delle aree di proprietà ferroviaria che saranno interessate dagli interventi perchè costituenti la sode della linea Colico-Sondrio. Qualora, però, si possa accertare la compatibilità delle opere con gli impianti ferroviari esistenti, le sopraccitate Aree strumentali all'esercizio ferroviari potranno essere interessate solo dopo aver stipulato, con gli Enti preposti, una convenzione per regolare reciproci rapporti che si verranno a determinare per la realizzazione ed il mantenimento delle opere stesse. Il dimensionamento delle vasche di prima pioggia, in corrispondenza dello svincolo di Fuentes, dovrà tenere in debita considerazione la criticità dei canali ricettori di bonifica distinti, Fossa Spagnola e canale di Fuentes, il cui deflusso è già ampiamente condizionato dalla portata del canale Borgo Francane e dall'innalzamento dei livelli del Lago di Como, al fine di evitare ulteriori ripercussioni sulle portate di massima piena dei canali interessati. Per problemi di sicurezza si dovrà prevedere il tombinamento completo della Fossa Spagnola per il tratto che interferisce con il Progetto. La larghezza dello stesso verrà portata a quattro metri. Si dovrà verificare, in sede di progetto esecutivo, la necessità di incrementare la sezione di tutti i tombotti in base all'attuale effettiva sezione idraulica degli stessi. Prescrizioni di carattere ambientale Elementi di carattere generale. Definire gli interventi di ripristino per i siti occupati dalle aree di cantiere previste in progetto, anche se non soggette a vincoli particolari, favorendo l'eliminazione delle situazioni di degrado attualmente esistenti. Sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica e assumendo come riferimento:

- «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, Servizio VIA, settembre 1997; ed altri manuali qualificati quali, ad esempio:

-«Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica» regione Lombardia, 2000;

-«Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» APAT, 2002;

-«Manuale di ingegneria naturalistica» regione Lazio, 2001. Predisporre il Progetto di monitoraggio ambientale, secondo le Linee guida redatte dalla Commissione speciale VIA con i relativi costi. Anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell'infrastruttura. Predisporre quanto necessario per adottare, entro la consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale conforme alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001) . Rimandando agli elaborati dello s.i.a. per la descrizione, lo sviluppo progettuale delle azioni ed interventi di mitigazione e dovrà essere operato al livello dell'esecutivo. Si conferma pertanto che, dato che nel progetto e nello S.I.A. sono proposti sostanzialmente interventi di mitigazione a ridosso dell'infrastruttura o in aree intercluse dalle opere stesse, si dovrà, in accordo e su indicazione delle Comunità montane e dei comuni, operare uno sforzo di ricerca di aree sulle quali realizzare interventi di rinaturalizzazione in funzione di un complessivo aumento della potenzialità biologica dell'area. Per le aree di mitigazione, che si riconfermano secondo progetto, si prescrive l'istituzione di un Osservatorio ambientale presso la Regione Lombardia per la puntuale definizione degli interventi, per le verifiche di attuazione degli interventi e per promuovere una collaborazione a riguardo con gli enti locali, gestori delle aree protette, il soggetto attuatore ed i privati interessati dalle aree. Per la disponibilità delle aree su cui realizzare le opere di mitigazione, il soggetto attuatore dovrà operare, ove è possibile, tramite convenzionamento con i proprietari delle arre stesse invece che procedere all'esproprio. Atmosfera. Estendere la realizzazione di «fasce vegetative» o di altri sistemi di protezione, in tutte le zone in cui si manifesti la necessità di tutelare ricettori sensibili dalla ricaduta di sostanze inquinanti e polveri prodotte dal traffico veicolare, in maniera tale che in nessun punto del tracciato vengano superati i limiti di legge, anche in fase di cantiere. E' necessario che venga condotto, sia ante operam che in fase di esercizio della nuova strada, un monitoraggio degli inquinanti, concordandone il piano, la tipologia e le caratteristiche della strumentazione da utilizzare (laboratorio mobile, centraline fisse), i manuali di gestione e tutte le procedure da adottare, con i competenti Dipartimenti dell'ARPA Lombardia, cui dovranno essere trasmessi i dati rilevati per la loro validazione. Sul piano progettuale, è necessario verificare che le zone di svincolo siano tali da consentire una velocità di percorrenza idonea a ridurre il più possibile la produzione di inquinanti derivanti dallo stazionamento di veicoli con motori accesi. Si dovranno realizzare, laddove possibile, lungo il nuovo asse stradale e in particolare nei punti critici (vicinanza di abitati) in coordinamento anche con gli aspetti acustici e alfine di trattenere le polveri, dispositivi arborei (fascia di 15 m composta da 5 filari di essenze d'alto fusto latifoglie) ai lati della strada. Tutela ambiente idrico. Approfondire gli aspetti tecnici e tecnologici sul recapito e lo smaltimento finale delle acque provenienti dai piazzali, in fase di cantiere, e dalle vasche di decantazione, in fase di esercizio, verificando le condizioni e l'adeguatezza dei corpi ricettori. Prevedere un sistema di controllo delle falde e delle sorgenti idropotabili più prossime alle gallerie, rilevando tempestivamente eventuali variazioni piezonietriche, di chimismo e di portata, sia durante le fasi di costruzione e sia in quelle di esercizio, in modo da consentire il ricorso a tempestive misure di prevenzione dei rischi. Ciò in relazione anche all'inevitabile margine di incer- tezza conoscitiva sull'effettivo sistema di circolazione idrica sotterranea, di ricarica delle falde e di alimentazione delle sorgenti stesse. Valutare gli effetti indotti dalle gallerie (anche durante le operazioni di scavo) sulla circolazione idrica sotterranea, con particolare riferimento ai possibili effetti di depauperamento della risorsa idrica, soprattutto se in presenza di opere di captazione nell'area. Si dovrà approfondire ulteriormente il sistema di raccolta delle acque di piattaforma e verificare la realizzabilità di bacini di fitodepurazione. Tali sistemi infatti sono già ampiamente utilizzati e mostrano buone rese depurative, tanto è che spesso le acque in uscita possono essere riutilizzate a scopi irrigui; essi inoltre costituiscono l'opportunità per la creazione di neoecosistemi polivalenti. Riguardo poi al sistema di raccolta, ferma restando la necessità di curare con attenzione il dimensionamento nel progetto esecutivo e garantire la periodica manutenzione, è da osservare che: - in condizioni normali (solo acque di pioggia) le disoleatura è prevista per azione gravimetrica di separazione «olio-acqua» a semplice sfioramento, mentre si dovrà valutare l'opportunità di introdurre filtri tenninali a coalescenza, in grado di separare eventuali emulsioni; - per le situazioni di emergenza si dovrà valutare l'opportunità di introdurre valvole di intercettazione rapida atte a bloccare il materiale raccolto e impedirne la tracimazione in attesa dell'intervento di recupero. Si dovrà provvedere a predisporre un piano per il monitoraggio periodico della qualità delle acque superficiali e sotterranee, da effettuarsi con le modalità, i tempi e in sezioni concordate tra il gestore della strada e la provincia. Suolo e sottosuolo. Contenere studi e indagini finalizzate ad individuare gli aspetti cinematici della conoide del Tartano e gli interventi necessari a ridurre i rischi connessi al trasporto solido della conoide, la cui attività è stata riscontrata anche in fase di sopralluogo. Gli studi dovranno essere condotti secondo le norme di attuazione del PAI (art. 9 e art. 38) dell'AdB del Po, in modo da definire meglio gli interventi necessari per la mitigazione dei rischi reali e potenziali legati all'attività della conoide. Per quanto riguarda le aree non perimetrale negli atlanti del FAI e le aree non ricadenti in fascia A o B del fiume Adda, si prescrive a tale proposito una più accurata verifica delle classi di fattibilità interferenti con il tracciato, ed il recepimento delle prescrizioni indicate nelle norme geologiche d'uso del territorio contenute negli studi geologici comunali. Per quanto riguarda le aree in dissesto perimetrale negli atlanti FAI (aggiornati dai Comuni ai sensi della NdA e del PAI) si prescrivono con particolare riferimento all'area della conoide del Tartano (la più critica tra le aree di dissesto interessate dal tracciato della nuova strada) - ulteriori studi ed indagini per l'approfondimento della compatibilità (ai sensi dell'art. 9, commi 7 e 9, e dell'art. 38, commi 1 e 3, delle Norme di attuazione del PAI), da predisporre in fase di progettazione esecutiva, ai sensi dell'allegato 2, punto 2.4, della D.G.R. n. 6645/01. In particolare, per il Torrente Tartano, dovrà essere effettuata un'accurata analisi degli effetti indotti dalla nota frana della Pruna, che insiste direttamente sull'asta del torrente con un volume di materiale di alcuni milioni di metri cubi (tuttora oggetto di interventi di cui alla legge n. 102/1990). Si prescrive di integrare le indagini geognostiche nel tratto di fondovalle (in modo da evitare tratti di oltre 500 m scoperti da qualsiasi dato di tipo geotecnico ed idrogeologico), presso gli svincoli di Cosio e del Tartano e in corrispondenza dei viadotti di accesso alle gallerie. Si prescrive di integrare le indagini svolte lungo l'asse delle gallerie attraverso nuovi sondaggi, orizzontali e/o verticali a carotaggio continuo ed eventualmente strumentati, che vadano ad intercettare opportunamente l'asse delle gallerie. Nell'eventualità che queste ulteriori indagini fossero motivatamente irrealizzabili, si dovrà comunque provvedere, nei modi più opportuni, ad integrare quanto più possibile il quadro conoscitiva alfine di pianificare, col minimo scarto possibile in questa fase di progetto, le operazioni di scavo in galleria. In fase di progettazione esecutiva dovranno essere effettuate tutte le indagini geologiche, idrogeologiche e geotecniche previste dal decreto ministeriale 11 marzo 1988, e successiva circolare ministeriale n. 30483 del 24 settembre 1988, essenziali per verificare la validità delle ipotesi progettuali e per consentire la scelta delle migliori soluzioni da adottare in fase di esecuzione dei lavori. Sistema agricolo. Nello sviluppo del progetto esecutivo dovranno essere approfonditi gli aspetti di interferenza tra infrastruttura e sistema agricolo, al fine di mininimizzare l'impatto dell'intervento agli effetti della conduzione dei fondi e della creazione di reliquati non funzionali alle attività; tale obiettivo, laddove possibile, andrà perseguito attraverso la realizzazione di eventuali sottopassi di servizio che assicurino la continuità della rete interpoderale. Nelle aree agricole interessate dal tracciato, si dovrà progettare, preliminarmente alla realizzazione dell'opera, un'attenta pianificazione di misure di compensazione aggiuntive a quelle già previste, in accordo con i proprietari e/o affittuari e con i soggetti o Enti interessati; tali misure dovranno esser mirate alla salvaguardia delle aree ad uso agricolo da possibili diverse future destinazioni d'uso, valorizzandone tutte le componenti (aree, infrastrutture, edifici ecc.), in modo tale da evitarne il depauperamento e/o l'abbandono. Si dovrà provvedere a effettuare un'attenta ricognizione e valutazione delle aziende interferite con particolare attenzione a quanto sopra rilevato (es.: consistenza, contributi UE, ecc). Per le aziende intercettate dal tracciato le cui aree di proprietà risultano frazionate al punto da rendere antieconomiche le attività produttive, si dovrà verificare la possibilità di acquisizione dei lotti residui, destinando l'area a riqualificazione agro-forestale. Si dovrà prevedere una fascia di protezione arborea da collocarsi tra l'infrastruttura e le aree agricole circostanti in modo coordinato con gli interventi finalizzati alla mitigazione degli impatti sull'atmosfera, sul clima acustico e sul paesaggio. Si dovranno individuare aree idonee alle compensazioni boschive, in ottemperanza a quanto disposto dal decreto legislativo n. 227/2001 e della D.G.R. n. 13900 del 1° agosto 2003. Si dovrà assicurare la vitalità dì tutte le essenze arboree, arbustive ed erbacce di nuovo impianto. A questo scopo dovrà essere effettuata da parte del proponente, nei tre anni successivi alla semina, una verifica con obbligo di sostituzione nel caso di fallanza e dovrà esser stipulata una convenzione con gli Enti locali interessati o con gli agricoltori al fine di assicurare nel tempo la vita delle essenze poste a dimora. Si dovrà ricorrere a tipologie e soluzioni che consentano: - nei tratti in rilevato una sensibile riduzione, per quanto consentito, della profondità delle scarpate, al fine di ridurre l'occupazione di suolo agricolo, in modo coordinato con gli interventi finalizzati alba mitigazione degli impatti sul paesaggio; - nei tratti in galleria artificiale di ottenere un franco di terreno fertile, soprastante le solette di copertura, di altezza adeguata alle necessità di nuove piantumazioni. Si dovrà valutare inoltre: - in corrispondenza dello svincolo Fuentes, in relazione all'attraversamento di aree prative e di campi a seminativi con presenza frammentaria e limitata (e ovunque si presentino situazioni agricole precarie), la possibilità di realizzare progetti di riqualificazione boschiva, anche di tipo produttivo, non limitati alle aree di mitigazione a ridosso dell'infrastruttura, ma individuando e mettendo a sistema anche eventuali aree residuali non più produttive dal punto di vista agricolo; - in prossimità dell'abitato di Traona, la possibilità di predisporre, a carico del proponente ed in accordo con le parti, un progetto di riqualificazione agro forestale delle aree residuali poste tra l'Adda e la nuova strada; - la possibilità di destinare l'area sita in prossimità dell'inizio del viadotto «Adda-Bitto» (prog. 12+000 ca) a verde a servizio del comune di Cosio Valtellino; questa zona è inserita nel P.R.G. come verde vincolato, in cui non è consentita la costruzione di alcun manufatto abitativo o produttivo, per il valore di «polmone verde» che essa ricopre per i comuni di Cosio Valtellino e Morbegno. L'altezza dell'opera in questa zona impone una riflessione sull'impatto che ne deriva sull'area dei «prati del Bitto» posti in sponda sinistra dell'omonimo torrente. Vegetazione, flora e fauna ed ecosistemi. Si dovrà definire ed attuare il programma di monitoraggio ambientale, come previsto dallo s.i.a., coinvolgendo l'ente gestore della Riserva Lago di Mez- zola-Pian di Spagna quale soggetto coordinatore degli Enti interessati e la Regione Lombardia D.G. Qualità dell'ambiente. Si dovrà approfondire la conoscenza dei corridoi potenziali delle diverse specie faunistiche, per accertare che i sottopassi previsti siano in numero sufficiente e per meglio adattarne la tipologia costruttiva ed il posizionamento; tali sottopassi dovranno essere ben integrati nel paesaggio e sottoposti a continua manutenzione; inoltre dovranno avere un fondo in terreno vegetale, esser dotati esternamente di vegetazione invitante per la fauna, formata da specie autoctone, meglio se eduli; laddove possibile si dovrà creare una sorta di corridoio che accompagni gli animali all'ingresso del sottopasso, che dovrà avere una luce sufficiente per vedere l'uscita opposta. I sottopassi per la piccola fauna dovranno esser posti ogni 100 metri e dovranno avere caratteristiche congruenti con la più recente letteratura europea. In vicinanza di canalizzazioni e zone umide tali sottopassi dovranno essere posti ogni 20 metri. Si dovrà verificare l'eventuale interferenza dell'opera con specie «protette» (appartenenza a «Liste Rosse» o alle norme comunitarie di difesa della biodiversita) ed attuare i necessari interventi di mitigazione, compensazione e di monitoraggio. Si dovrà dettagliare, trasformando in progetto quel che nello s.i.a. compare come intento, gli interventi di riqualificazione delle rive dei campi e dei corsi d'acqua e la costituzione di «fasce naturali che svolgano la funzione di ponti biotiti». Si dovrà prevedere un'illuminazione tale da non inquinare le aree circostanti e non arrecare disturbo alla fauna. Si dovrà dotare le eventuali nuove linee elettriche di spirali bianche e rosse alternate lungo i cavi, così da evitare casi di mortalità dell'avifauna dovuta a collisione; per evitare possibili fenomeni di elettrocuzione si prescrive di dotare i tralicci elettrici di dissuasori posti tra i conduttori elettrici e/o di posatoi alternativi. Si dovrà attuare gli interventi di recupero delle aree di cantiere e delle cave di prestito, così come indicato nel progetto, seguendo i criteri dell'ingegneria naturalistica ed utilizzando essenze autoctone. Si dovrà migliorare la funzionalità ecologica del paleoalveo dell'Adda situato in comune di Gera Lario, a nord-est dell'area di cantiere i Fuentes, a testimonianza dell'antico corso dell'Adda, per una lettura geomorfologica del territorio. Si dovrà posizionare barriere anti-attraversamento per piccola fauna nel tratto in rilevato in comune di Piantedo, dove si segnalano movimenti importanti di Anfibi (Bufo bufo e Rana temporaria), ciò oltre alla recinzione prevista, realizzate in polimeri di calcestruzzo e convoglianti ai tunnel sottostradali, posizionati almeno ogni. 20 metri. Si dovrà prevedere impianti di macchie vegetali che si estendono per il massimo sviluppo possibile e che utilizzino specie autoctone di sicura provenienza (è importante che tali impianti prevedano spazio sufficiente per il movimento della fauna, e che formino una quinta più alta lungo la strada per rendere più ospitale il nuovo habitat). Si dovrà connettere al territorio circostante, l'area interclusa tra la SS. 38 e il fiume Adda, in comune di Cosio Valtellina, dove si prevede «la creazione di lanche tipiche del bosco igrofilo». Nella Parco della Bosca, in quanto si ritiene che la compensazione individuata non sia accettabile poichè esso costituisce un Parco locale di interesse sovracomunale esistente; tutti gli interventi in programma per quell'area, dovranno pertanto essere attuati come mitigazione, al fine di ricreare habitat riparali. Salute pubblica e rischio incidenti rilevanti. Non risulta posta in atto nello studio la verifica della presenza, lungo il tracciato di progetto, di aziende a rischio d'incidente rilevante ricadenti nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 334/1999. Pertanto si dovrà condurre specifica e dettagliata verifica, anche in relazione agli adempimenti previsti dal citato decreto (v. in particolare l'art. 14) e dal decreto ministeriale lavori pubblici 9 maggio 2001. Al fine della tutela della salute dei lavoratori e della popolazione, dovrà essere condotta un'analisi puntuale delle caratteristiche dei siti di cantiere, con l'indicazione: dei tempi e delle modalità di esecuzione dei lavori, delle emissioni previste in termini di rumore, vibrazioni, polveri e gas di scarico, delle conseguenti misure di mitigazione e protezione attive e passive, delle possibili sovrapposizioni degli effetti di altri cantieri eventualmente operativi in contemporanea. Rumore e vibrazioni. In mancanza di riferimenti specifici, le mitigazioni dovranno perseguire l'obiettivo del rispetto dei limiti di classificazione acustica, purchè la classificazione medesima sia conforme ai criteri definiti dalla regione Lombardia con la legge regionale n. 13/2001 e dettagliati nella D.G.R. VIIl/9776 del 5 marzo 2002. Dovrà essere predisposto, prima dell'entrata in esercizio dell'infrastruttura in progetto, un dettagliato programma di monitoraggio acustico post operam, con indicazione delle localizzazioni e modalità dei rilievi fonometrici da realizzare per quantificare i livelli di immissione di rumore in corrispondenza dei recettori (con specifica attenzione a quelli residenziali e particolarmente sensibili) al fine di valutare l'efficacia delle opere di mitigazione previste per conseguire gli obiettivi di cui sopra, nonchè di consentire il dimensionamento, laddove necessario, di ulteriori interventi mitigativi; nel programma dovrà essere specificata la durata prevista del monitoraggio, valutata in funzione della numerosità e complessità dei rilievi fonometrici da eseguire. Il programma di monitoraggio dovrà essere presentato ai comuni ed alle strutture dell'ARPA territorialmente competenti, per le valutazioni di adeguatezza. Entro tre mesi dal termine del monitoraggio dovrà essere predisposta ed inviata ai comuni ed all'ARPA una relazione sugli esiti del monitoraggio, riportante anche le indicazioni sugli eventuali ulteriori interventi mitigativi ritenuti necessari; agli stessi soggetti dovrà essere inviato il progetto di tali interventi. Il gestore dell'infrastruttura dovrà curare la manutenzione delle opere di mitigazione acustica, con la sostituzione delle parti usurate o danneggiate con altre di prestazioni acustiche non inferiori, in modo da assicurare il perdurare nel tempo dell'efficacia dell'azione mitigante. Paesaggio. Area dello svincolo di Fuentes: si dovrà predisporre un elaborato tecnico di inserimento ambientale con descrizione dettagliata degli interventi di mitigazione previsti, in modo tale da definire esattamente la proposta, che dovrebbe assumere significati non solo funzionali anche alla luce della elaborata valutazione d'incidenza sul limitrofo pSIC; al riguardo si sottolinea che il luogo per vocazione potrebbe convenientemente essere assunto come «porta» di accesso alle specifiche realtà delle valli (Valchiavenna e Valtellina). Area di affiancamento al fiume Adda: si dovrà elaborare un adeguato numero di sezioni trasversali su tutto il tratto in affiancamento con l'Adda utili ad illustrare adeguatamente l'inserimento paesaggistico delle aree intercluse. In fase di progettazione esecutiva, dovranno essere curati l'inserimento ambientale e la qualità progettuale delle opere d'arte da realizzarsi all'aperto (svincoli, ponti, viadotti e rilevati); in particolare per i ponti di attraversamento del fiume Adda (Cosio, Adda-Bitto, Adda Talamona); laddove tecnicamente possibile, si dovrà evitare di realizzare le pile in alveo e occorrerà elaborare ulteriori fotosimulazioni che permettono di valutare l'inserimento paesaggistico delle opere stesse. Le misure di mitigazione paesaggistica e gli interventi di ripristino, compensazione e restauro dovranno essere realizzati secondo una tempistica correlata con la costruzione delle opere stradali in modo che siano operative alla data di entrato in esercizio della nuova infrastruttura. Il tratto terminale delle gallerie dovrà essere sezionato seguendo il profilo del versante e dovranno essere utilizzate tecniche di stabilizzazione e consolidamento dell'ingegneria naturalistica. Laddove siano previsti interventi di arginatura dei corsi d'acqua, si dovranno applicare tecniche di ingegneria naturalistica. (Le suddette prescrizioni in fase esecutiva, prima della realizzazione delle opere, dovranno essere sottoposte alle valutazione e autorizzazione della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Milano, Bergamo, Como, Pavia, Sondrio, Varese, Lecco e Lodi). Approfondire lo studio architettonico dei manufatti in modo da ottenere un miglior inserimento nel paesaggio, utilizzando altresì materiali di rivestimento della tradizione locale. Al fine di un migliore inserimento paesaggistico, è necessario che si abbia omogeneità nella definizione della tipologia e delle lunghezze delle campate dei ponti e dei viadotti, evitando che il tracciato stradale possa essere caratterizzato da un «abaco» di tipi disomogenei ed evitando (per quanto riguarda il viadotto Fuentes) la realizzazione di «campate sfalzate». Si dovranno modellare - nei tratti in rilevato - le scarpate, ricorrendo ove possibile a pendenze limitate (escludendo in linea di massima la pendenza 2/3 proposta, poichè troppo accentuata) che consentano un migliore e meno acclive raccordo con il piano campagna; ciò dovrà essere posto in atto in modo coordinato con gli interventi finalizzati alla mitigazione degli impatti sul comparto agricolo e sull'acustica si dovrà prevedere l'utilizzo di materiale vegetale che, oltre a consentire una mitigazione del tracciato stradale, permette un miglior consolidamento dei pendii. Relativamente ai tratti stradali più prossimi ai centri abitati, alle strutture rurali ed alle presenze residenziali isolate sì dovrà, ove le condizioni lo consentano, ricorrere all'utilizzo di macchie arboree-arbustive che costituiscano «barriere verdi» anche a fini di assorbimento del rumore. Per quanto riguarda la realizzazione dei corridoi verdi previsti sui terreni agricoli, dovrà essere confermata la trama storica principale, mediante l'inserimento di strutture lineari realizzate con piantumazione a filare, evitando un'eccessiva parcellizzazione del tessuto agrario. I percorsi ciclopedonali (interferiti e di nuova previsione) dovranno essere pensati all'interno di un circuito omogeneo e continuo sul territorio, e non come episodi isolati. Dovranno essere realizzate, nei casi ove risulta materialmente impossibile intervenire con pluralità di strumenti meno impattanti, barriere fonoassorbenti meglio integrate con il corredo di sicurezza della strada e con sviluppo complessivo più contenuto, ferma restando la necessità di difendere adeguatamente i recettori sensibili. Nella definizione dei materiali, per quanto riguarda le barriere antirumore, si dovrà cercare una migliore armonia con il contesto di riferimento; tale ridefinizione appare tanto più urgente se si assume a pieno titolo l'esigenza di minimizzare la complessiva emergenza del manufatto. Prescrizioni da sviluppare in fase di cantierizzazione. Per «il cantiere logistico e cantiere operativo n. 2 di Delebio» essendo inserito in un contesto paesaggistico di pregio si dovrà traslare specularmene nell'ambito delle urbanizzazioni produttive di Andalo/Delebio e schermato su tutti i lati con una quinta vegetale. Il cantiere operativo n. 4 (area Bitto) dovrà essere collocato nell'ambito di fronte, che risulta già compromesso dalle urbanizzazioni e infrastrutturazioni più recenti. Per l'area del cantiere n. 6 Tartano, oltre al recupero dell'area stessa, si dovrà prevedere l'attuazione dell'opere necessarie alla realizzazione del «Parco dell'Adda in comune di Talamona». La realizzazione delle piste di cantiere dovrà essere limitata il più possibile cercando di sfruttare al massimo tracciati locali esistenti, e in ogni caso, ad opere ultimate, si dovrà provvedere al ripristino dello stato dei luoghi mediante ricostruzione del profilo originario del sito e ripristino della vegetazione preesistente». (Le suddette prescrizioni in fase esecutiva, prima della realizzazione delle opere, dovranno essere sottoposte alle valutazione e autorizzazione della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Milano, Bergamo, Como, Pavia, Sondrio, Varese, Lecco e Lodi). Tenuto conto del rischio archeologico presente nell'area gli scavi e i movimenti di terra relativi al tratto in corrispondenza dello svincolo di Fuentes, dovranno essere eseguiti sotto sorveglianza di operatori archeologici appartenenti a ditte specializzate che agiranno sotto la direzione della Soprintendenza archeologica. Si prescrive che, compatibilmente con le condizioni geomorfologiche del terreno, siano effettuate preliminarmente prospezioni geofisiche, onde procedere successivamente ad indagini archeologiche mirate. Si dovrà predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi di questa attività in termini di: - percorsi impegnati;

 

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